FORMAZIONE UNIVERSITARIA

Interview

 

 

Università degli studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”

La formazione al letto del malato è una delle caratteristiche principali della nostra Scuola. Il bedside teaching può sembrare alla portata di ogni ospedale, ma non è così: vuoi per mancanza di vocazione, vuoi per sovraffollamento dei reparti e superlavoro del personale spesso questo elemento cruciale non viene sufficientemente tenuto in considerazione

 

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Prof. Mario Pirisi

Presidente Scuola di Medicina

 

Mario Pirisi, Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” risponde alle domande di ForumECM e descrive il proprio punto di vista e le strategie messe in atto dalla struttura che rappresenta in relazione alle necessità formative degli studenti di area sanitaria.

 

Ad oggi, alla luce dei progressi avvenuti nella medicina, quali sono secondo lei i fabbisogni formativi del giovane medico?

 

È una domanda alla quale bisogna dare una risposta articolata. Per certi versi, l’insegnamento della Medicina, come affermava William Osler più di un secolo fa, può essere così descritto: «Lo studente comincia con il paziente, continua con il paziente e termina il suo studio con il paziente, utilizzando libri e lezioni come strumenti, come mezzi per raggiungere un fine». Così come allora, l’insegnamento della Medicina passa per il contatto diretto con i malati, e di questo contatto in primis lo studente ha bisogno.

 

Nello stesso tempo, la Medicina è nel tempo divenuta estremamente complessa. Le conoscenze mediche si sono moltiplicate e raffinate, rendendo assai difficile padroneggiarle nella loro interezza per chiunque: di qui l’esigenza di un solido core curriculum per i medici e gli altri professionisti della sanità. I malati sono divenuti più complessi: sono sempre più anziani, affetti da molteplici patologie, e pongono immensi problemi etici. Da questo discende l’esigenza di una solida base umanistica in Medicina, che può apparire paradossale in tempi caratterizzati da una tecnologia medica assai sofisticata.

 

D’altra parte, anche per i suddetti motivi etici, diviene sempre più necessario utilizzare nell’insegnamento tecniche di simulazione con modalità sorprendentemente simili a quanto si fa in aeronautica, ad esempio.

 

In che modo la vostra Scuola sopperisce a tali bisogni?

 

La formazione al letto del malato è una delle caratteristiche principali della nostra Scuola. Il bedside teaching può sembrare alla portata di ogni ospedale, ma non è così: vuoi per mancanza di vocazione, vuoi per sovraffollamento dei reparti e superlavoro del personale spesso questo elemento cruciale non viene sufficientemente tenuto in considerazione.

 

Aggiungo che cerchiamo di fornire agli studenti un ampio range di supporti di studio, da referenze cliniche su Internet al blended learning della didattica in rete, che utilizza la piattaforma Moodle.

 

Mi piace infine sottolineare il nostro interesse per la simulazione avanzata in Medicina. Nasce dal successo di un nostro Master internazionale di II livello sulla Medicina dei Disastri, che ha portato a raccogliere le attività di simulazione in un unico Centro, che può contare su circa 800 mq di superficie. Contiamo di aprirlo ufficialmente per l’inizio dell’anno accademico 2013/2014.

 

Per quali motivi uno studente dovrebbe scegliere di studiare proprio alla Scuola di Medicina dell'Università degli studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”?

 

Ne propongo tre: innanzitutto si tratta di un piccolo Ateneo, dove i docenti spesso conoscono per nome i propri studenti; in secondo luogo sottolineo l’attenzione ai temi della ricerca medica, testimoniata, per esempio, dalla possibilità per i futuri medici di accedere a un percorso di eccellenza, nel quale vengono instradati alla ricerca biomedica; infine cito le caratteristiche della città, che offre un’eccellente logistica e costi assai inferiori rispetto alle grandi città vicine.

 

Che ruolo ha la Scuola nella formazione post-specializzazione?

 

Un ruolo importante, principalmente attraverso i Master, i Corsi di perfezionamento e il Dottorato di ricerca. L’attività collegata all’Educazione Continua in Medicina è ricca, anche se nel nostro Paese il processo di ricertificazione medica, vale a dire la verifica periodica delle competenze del medico e del professionista sanitario, non è ancora decollata.

 

Anche attraverso le attività del Centro di simulazione contiamo in futuro di essere all’avanguardia nel mantenimento e nella verifica delle competenze professionali post-lauream.

 

dicembre 2013



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