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L'OPINIONE

Interview

 

 

E20 Srl


Words

Ciò che più gradirei è l’eliminazione “dell’effetto carta” da tutto il processo di accreditamento e che il tutto fosse gestito in maniera digitale

 

Riteniamo superata la congressistica classica e vogliamo riportare a Congresso i giovani, consci che le loro esigenze siano molto diverse da quelle dei loro padri

 

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    Luca Viterbo Donato

    Amministratore unico E20 Srl

     

    Il Programma nazionale ECM ha da poco compiuto dieci anni. Un decennio durante il quale è stato oggetto di molti cambiamenti, alcuni dei quali, come il passaggio dall’accreditamento degli eventi a quello dei Provider, molto profondi. Ogni cambiamento è stato realizzato, almeno nelle intenzioni, per rendere il Sistema più efficace ed aderente alle reali necessità dei professionisti e degli operatori. Ad oggi quali sono a suo parere i pregi che si devono riconoscere al Programma nazionale ECM e quali i suoi attuali difetti?

     

    Il decennio appena trascorso è stato senza alcun dubbio una continua evoluzione del  Sistema ECM. Molti settori della sanità erano già disciplinati da regolamenti e da consuetudini che rendevano più semplice ed immediata l’adozione delle regole del sistema. Per quanto riguarda il settore odontoiatrico, il compito di noi operatori è stato davvero difficile in quanto oltre all’applicazione delle regole abbiamo anche dovuto gestirle in un ambiente del tutto indisciplinato e refrattario alle regole stesse.

     

    Il concetto di libero professionista, infatti, aliena totalmente il professionista stesso da compiti e oneri burocratici ai quali deve necessariamente ottemperare nel rapporto con il Sistema ECM. Da qui il pregio maggiore che riconosco al Sistema ECM è quello di aver iniziato, almeno per il settore odontoiatrico, a gettare le basi per una regolamentazione del settore stesso ed aver istituito una maggior disciplina nella gestione degli eventi culturali.

     

    L’attuale configurazione del Sistema ECM, complice la cogente crisi economica, ha indotto i Provider rimasti sul mercato a liberarsi dal giogo delle aziende e ad interpretare un ruolo da vero e proprio ente formatore.

     

    Per quanto riguarda eventuali difetti del Sistema ECM, ritengo che il più evidente sia la mancanza di una vera e propria “investitura” del Provider, per sintetizzare il concetto potremmo pensare che lo “status” del Provider attuale è quello di uno “sceriffo senza pistole”. Quello che voglio esprimere non è la mancanza di una legge che autorizzi noi Provider a girare armati, ma sicuramente la mancanza di una legge che ci dia autorità e peso per poter effettuare quei controlli di cui siamo responsabili civilmente, come ad esempio il controllo di identità del partecipante.

     

    Nel corso dell'ultima Conferenza Nazionale sulla Formazione Continua in Medicina è emerso il tema della semplificazione dei processi e della documentazione richiesta. Semplificazione domandata a gran voce nel corso degli anni dagli operatori e più volte promessa. La considera anche lei effettivamente necessaria per migliorare l’operatività e, nel concreto, come ritiene vada “semplificato” il Sistema?

     

    Sinceramente non posso che rispondere sì alla domanda che vede il sottoscritto ed i miei collaboratori impegnati ogni santo giorno a litigare con qualche relatore o Partner per ottenere la documentazione necessaria. La risposta potrebbe sembrare fin troppo banale ma secondo me esiste già un modello di percorso gestionale a bassa invasività, ed è quello corrispondente al Sistema di Qualità di ogni associazione o singola azienda.

     

    Ciò che più gradirei è l’eliminazione “dell’effetto carta” da tutto il processo di accreditamento e che il tutto fosse gestito in maniera digitale, obbligando eventualmente le aziende o le associazioni ad intraprendere una strada di aggiornamento informatico, ma che comunque era alla base dei requisiti per poter gestire il sistema. Non ultimo sarebbe opportuno digitalizzare il questionario finale, al fine di snellire, omogeneizzare e semplificare la verifica di apprendimento.

     

    L'offerta formativa risulta più concentrata su alcune categorie professionali rispetto ad altre. Quali secondo lei le cause e quali invece le possibili soluzioni per andare incontro ad una domanda a cui oggi non corrisponde un'adeguata offerta formativa?

     

    Sicuramente la risposta è unica, ovvero la questione economica: maggiori sono gli eventi là dove maggiore è l’apporto finanziario delle aziende che li sponsorizzano. I settori dove più si lamenta una scarsa offerta formativa, sono dovuti esclusivamente alla mancanza di sponsorizzazione. Non ci vuole molto a capire che per qualsiasi medico, nei tempi attuali, dover pagare una quota di 100 euro per un corso di formazione o per un congresso comincia ad essere un problema. Il bisogno formativo annuo si sviluppa intorno ad una cifra di circa 300/350 euro. Se questa è la malattia, la medicina non può che essere l’istituzione di un fondo nazionale di formazione che preveda l’erogazione della quota di partecipazione in sostegno del personale di sanità meno abbiente e di quei settori meno appetibili per le aziende.

     

    Pensa che gli eventi congressuali debbano essere differenziati in termini di procedure o adempimenti rispetto ad altre forme di aggiornamento?

     

    Certamente sì. In quanto gli eventi congressuali prevedono un numero maggiore di partecipanti sia in termini di discenti che di docenti. La formazione standard congressuale ha ormai stufato persino il partecipante più attento e risulta, per la maggior parte, essere inadeguata ai tempi attuali. Ritengo molto intelligente l’inserimento dei criteri incrementali, qualora il congresso sia di natura interattiva ed esorterei la Commissione Nazionale ad incentivare al massimo questo elemento. La mia azienda ormai da due anni sta profondendo mezzi e risorse, autonomamente, per una formazione sempre più interattiva. Riteniamo superata la congressistica classica e vogliamo riportare a Congresso i giovani, consci che le loro esigenze siano molto diverse da quelle dei loro padri.

     

    E20 Srl è tra i cinque Provider con maggior numero di eventi accreditati dal primo gennaio fino ad oggi. Quali sono gli strumenti che la sua organizzazione impiega per intercettate la domanda di formazione?

     

    Per quanto ovvia possa sembrare la risposta: vivendo in prima persona la formazione. Durante gli eventi, specialmente quelli congressuali di più giorni, non agiamo da organizzatori classici, ma viviamo l’evento insieme ai partecipanti e relatori al fine di intercettarne le positività e le negatività. Le relazioni continue, gli scambi di idee constanti e la frequentazione quotidiana con i nostri “probabili” partecipanti, unitamente all’entusiasmo che profondiamo nelle nostre organizzazioni, creano un “mix” assolutamente vincente. I nostri eventi non sono banalmente delle passerelle per “novelli Rubens”, ma vere e proprie palestre dove i medici più giovani possano formarsi le basi e quelli meno giovani possano continuare ad erogare qualità nelle loro terapie, senza alzare ulteriormente i costi. Queste sono le vere tematiche che bisogna interpretare in questi tempi. Non solo va intercettato il bisogno formativo, ma bisogna renderlo utile e pratico rispetto alle difficoltà collaterali dei tempi che stiamo vivendo, senza alterarne la qualità.



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