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PROFESSIONI E FORMAZIONE

L’Anestesista Rianimatore

Un’offerta formativa non ancora all’altezza delle aspettative

in collaborazione con la Società Italiana Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva

 

 

Società Italiana Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva

Interview

Massimo Antonelli

Presidente SIAARTI

Il Sistema ECM, a nostro avviso, non ha raggiunto nella categoria degli Anestesisti-Rianimatori un consolidato ruolo formativo. A fronte dei numerosi corsi organizzati, il ritorno in termini di avanzamento delle competenze e delle conoscenze nell’ambito della nostra comunità scientifica non è stato all’altezza delle aspettative

 

La FAD coniuga al vantaggio dell’elasticità rispetto ai ritmi lavorativi e personali dei singoli, il contenimento dei costi che, in tempi di riduzione delle risorse e delle disponibilità economiche, appare certamente come un aspetto rilevante

 

via San Francesco, 19

06081 Assisi (PG)

 

tel. 075 812874/5782420

fax 075 816307

 

sedenazionale@siaarti.it www.siaarti.it

 

Interview

67° Congresso Nazionale SIIARTI

Società Italiana Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva

16/19 ottobre 2013

Ergife Palace Hotel

Triumph C&C

 

ForumECM dedica questo numero alla professione dell’Anestesista Rianimatore. Una professione molto antica data la naturale propensione dell’uomo a ricercare sempre nuove soluzioni in grado di alleviare il dolore fisoco riducendo di conseguenza la sofferenza.

 

I rocamboleschi esperimenti che hanno caratterizzato l’anestesia in passato (da quelli erboristici, a quelli che utilizzavano il protossido di azoto - il cosidetto gas esilarante - fino all’etere) hanno tracciato pian piano i confini della moderna disciplina. Ma nel tempo molto è cambiato nel campo dell’anestesia. Non solo in termini di tecnologie e farmaci messi a disposizione del professionista, ma anche in termini “estensivi”. Sono infatti aumentati gli ambiti di intervento dell’anestesista chiamato oggi ad un impegno sicuramente maggiore in termini quantitativi e qualitativi.

 

Si è soliti pensare all’Anestesista Rianimatore principalmente come a colui che consente ai pazienti, anche critici, di sottoporsi ad interventi chirurgici o a procedure invasive senza dolore, grazie alla sue abilità nell’utilizzare potenti farmaci in grado di agire sullo stato di coscienza (ipnosi), sulla sensibilità dolorifica (analgesia), sul rilassamento dei muscoli (miorisoluzione) e sull’abolizione del ricordo legato allo stress chirurgico (amnesia).

 

Sicuramente il lavoro in sala operatoria occupa un posto di rilievo nell’attività di questo professionista, che è però oggi impegnato anche su altri interessanti settori della medicina come ad esempio quello della terapia intensiva dove gestisce pazienti critici che necessitano di un supporto continuo delle funzioni vitali; della rianimazione intra-ospedaliera dove interviene in caso di arresto cardiocircolatorio o crisi delle funzioni vitali; della rianimazione territoriale extra-ospedaliera: servizio 118, emergenza sanitaria e maxiemergenze; della terapia antalgica dove tratta pazienti con dolore acuto e cronico; della terapia iperbarica e dei “Trauma Center” dove, insieme ad altri specialisti, si occupa di pazienti poli-traumatizzati.

 

Funzioni diverse ma tutte rivolte verso un obiettivo comune: la salvaguardia generale della vita e del benessere del paziente.

 

Detto questo si capisce quanto sia importante e complesso sviluppare e garantire, nei confronti di questa categoria professionale, un percorso formativo completo partendo dall’università e dalle Scuole di Specializzazione fino ad arrivare al post-laurea con Master e corsi di aggiornamento.

 

Come nel resto del mondo anche nel nostro Paese, gli Anestesisti-Rianimatori sono riuniti in diverse società scientifiche, società che svolgono un ruolo importante nel loro processo formativo.

 

Per capire i reali fabbisogni e le difficoltà in termini di formazione e aggiornamento di questa categoria professionale, ForumECM ha sentito il parere di Massimo Antonelli, Presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), la maggiore e più antica società scientifica della categoria.

 

Un punto di vista critico, il suo, pieno di spunti di riflessione, soprattutto in riguardo alle esigenze formative dei giovani anestesisti che si affacciano oggi in un mondo sanitario sempre più complesso.

 

Giugno 2014



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