Dalla medicina di attesa a quella di iniziativa:
una formazione specifica e flessibile per il MMG
in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale (SIMG)
Sarebbe auspicabile lavorare verso un modello blended di formazione, che preveda tipologie diverse sviluppate nei diversi momenti del programma formativo
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Al medico di medicina generale, figura cardine del Servizio Sanitario Nazionale, ForumECM dedica, in collaborazione con la Società Italiana di Medicina Generale, lapprofondimento di questo mese evidenziandone levoluzione in termini di competenze e di fabbisogni formativi.
Il medico di medicina generale, pur nei profondi cambiamenti che hanno caratterizzato la figura negli ultimi anni, continua a rappresentare per il cittadino il primo referente nel campo del sapere medico.
Un professionista nel quale riporre grande fiducia e che garantisce sempre elevati standard qualitativi nei servizi che offre (ben oltre il 92% qualità buona o sufficiente) come emerge nelle più recenti indagini del Censis.
Le caratteristiche peculiari della medicina generale, nonché i cambiamenti sociali, epidemiologi e sanitari della nostra società, richiedono oggi processi formativi dedicati alla figura del medico di medicina generale che lo preparino in modo specifico ed efficace.
È infatti opinione condivisa che un sistema sanitario basato su una medicina generale di alta qualità rappresenti, o dovrebbe rappresentare, il modello ideale di sistema sanitario. Un modello in grado di ottenere migliori risultati sia in termini di salute, che in termini di efficienza economica.
Si è quindi resa evidente nel tempo la necessità di una formazione specifica in medicina generale in grado di affrontare i principi costitutivi di questa disciplina con contenuti clinici ma anche di educazione, ricerca e valutazione di qualità.
La Medicina Generale presenta una serie di caratteristiche distintive:
Alla luce delle caratteristiche proprie di questa disciplina, venne emanata nel 1986 la direttiva 86/457/CEE relativa appunto alla formazione specifica in medicina generale, che sanciva lobbligo da parte degli Stati membri di prevedere listituzione di un corso di formazione specifica in medicina generale. Il corso doveva rispondere ad alcuni requisiti indicati dalla stessa direttiva quali: la durata e le caratteristiche della formazione, la partecipazione diretta dei discenti allattività professionale e lobbligatorietà del titolo per lo svolgimento dellattività di medico generalista. Il fine del corso mirava a formare una figura di medico con le competenze necessarie per gestire e affrontare i problemi dellintera popolazione e della persona, secondo processi di cura razionali ed appropriati, integrati nella rete delle cure primarie, assicurando la promozione, la prevenzione, la riabilitazione ed il supporto sul piano psicologico e sociale
Con decreti successivi, nel nostro Paese, veniva posta in capo alle Regioni e alle Province autonome il compito di attivare e organizzare il corso secondo linee e principi generali ai quali le Amministrazioni regionali dovevano attenersi. Le successive direttive CEE e i decreti legislativi n.368 del 1998, n.277 del 2003 e 206 del 2007, hanno apportato alcune modifiche in termini di durata e modalità di svolgimento del corso confermando tuttavia i principi ispiratori e le istanze originali della direttiva CEE del 1986.
Competenze
Negli ultimi anni tuttavia si è assistito in tutto il mondo occidentale a un cambiamento del contesto sociale, al mutamento dei bisogni sanitari, dellepidemiologia delle malattie, delle strategie di protezione della salute con una sempre maggiore attenzione al ruolo dellassistenza primaria ed alla capacità di rispondere alla domanda di salute che proviene dalla comunità, dai pazienti e non soltanto dai sistemi sanitari. Chi lavora sul territorio si trova oggi a dover intervenire su alcuni elementi che sono sempre più determinanti allinterno del processo di miglioramento dello stato di salute, dellefficienza e dellefficacia dei sistemi sanitari.
Invecchiamento della popolazione, nuovi bisogni, cronicizzazione delle patologie, disabilità, utilizzo di tecnologie complesse, gestione dei costi sanitari, nuove modalità organizzative del servizio, sono alcuni degli elementi di cui la medicina generale deve oggi tener conto. In virtù delle suddette considerazioni emerge come attualmente, il medico di medicina generale non possa più limitarsi allattività svolta durante la visita medica (Medicina di attesa), ma è fondamentale per lui uno studio che gli consenta una conoscenza approfondita del cittadino prima ancora che del paziente. Attraverso questo tipo di preparazione (Medicina di iniziativa) il medico sarebbe in grado di promuovere iniziative nei campi della prevenzione delle malattie, delleducazione/promozione alla salute, delle attività di audit e verifica delle proprie prestazioni partendo dalle basi di dati informatici della propria popolazione di assistiti/pazienti.
Appare quindi necessario acquisire non solo elevate competenze cliniche, ma anche abilità riguardanti gli stili organizzativi e comportamentali per il coordinamento e la direzione delle risorse umane (leadership e management), nonché capacità di gestione di relazioni interpersonali e con le istituzioni (relazioni e networking).
Il modello della formazione specifica in medicina generale deve tenere conto di queste trasformazioni e deve prevedere quindi un percorso formativo caratterizzato da:
Sul piano formale è necessario prevedere una programmazione nazionale omogenea del corso di formazione specifica in medicina generale con la possibilità di una flessibilità regionale nella misura del 10-15% dei programmi, legata alle particolari esigenze dei piani sanitari e della programmazione regionale.
Nellintento di offrire maggiore chiarezza, di seguito vengono definiti gli obiettivi didattici generali e specifici, i contenuti, il monte ore ed i crediti formativi, gli aspetti metodologici, le caratteristiche della didattica e la valutazione del percorso formativo del medico di Medicina Generale.
Obiettivi didattici
In tale prospettiva il processo formativo comporta lacquisizione di competenze necessarie per:
Caratteristiche della didattica
Il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368 stabilisce che, per lesercizio dellattività di medico di medicina generale nellambito del Servizio sanitario nazionale, fermo restando i diritti acquisiti, è necessario il possesso del diploma di formazione specifica in medicina generale conseguito a seguito di un corso di formazione della durata di tre anni, cui si accede per concorso.
Il decreto in parola, allarticolo 26, comma 1 stabilisce che il corso di formazione in medicina generale si articola in attività didattiche pratiche e teoriche, da svolgersi in un ambiente ospedaliero, individuato dalle Regioni e Province autonome, o nellambito di uno studio di medicina generale o di un centro anche esso accreditato dalle regioni.
La formazione prevede un totale di almeno 4800 ore, di cui 2/3 di natura pratica.
Il comma 4 dell'articolo 26 prevede anche che le attività pratiche relative al corso in questione devono essere costituite da periodi svolti in pronto soccorso, ambulatori day hospital, oltre che presso gli ambulatori di medicina generale.
Larticolo 27 del decreto legislativo 368/99 stabilisce inoltre che le attività teoriche del corso siano articolate in attività seminariali, studio guidato proposto dai rispettivi tutori, studio finalizzato proposto dai coordinatori delle attività seminariali, sessioni di confronto con i tutori e sessioni di ricerca, riflessione e confronto tra tirocinanti della stessa area didattica.
Detto articolo stabilisce inoltre che presso le strutture accreditate la funzione tutoriale per le attività didattiche di natura pratica sia svolta da dirigenti medici del personale del Servizio sanitario nazionale o del personale universitario corrispondente, ovvero da medici di medicina generale con unanzianità di almeno dieci anni (dei Medici di Medicina Generale dovranno essere ridefiniti i requisiti professionali e scientifici).
Ai tutori - medici di medicina generale - spetta, per il periodo di formazione di loro competenza, la valutazione del livello di formazione dei discenti. Larticolo in questione stabilisce inoltre che, al termine di ciascuna fase del percorso formativo, il coordinatore delle attività pratiche ed il coordinatore delle attività teoriche, sulla base dei giudizi analitici e motivati dei singoli tutori, stilino un giudizio complessivo sul profitto del discente. Il parere positivo dei coordinatori è propedeutico per il passaggio ad una fase successiva della formazione, che si conclude, al termine del triennio, con la discussione di una tesi finale da parte dei candidati e sulla base dei singoli giudizi espressi dai tutori e coordinatori.
Metodologia
Tutte le esperienze didattiche dovrebbero essere pedagogicamente professionalizzanti ed atte a far acquisire le competenze professionali necessarie al processo di cura della persona sana e malata (patient management).
Tali competenze sono necessarie per espletare compiti professionali nellambito delle funzioni preventiva, diagnostica, terapeutica e riabilitativa, riguardando i campi del sapere, saper fare, saper essere e saper decidere.
In termini generali, le esperienze didattiche proposte durante le attività pratiche e/o teoriche devono soddisfare i seguenti principi:
Il metodo didattico, adeguato al contesto in cui si svolgono i processi educativi e in relazione con gli obiettivi specifici precedentemente identificati, si avvale in particolare di:
La formazione specifica in Medicina Generale individua nellattività tutoriale il metodo privilegiato per la didattica, assegnando al medico generalista tutor un ruolo prevalente per il raggiungimento degli obiettivi didattici. Didattica in gruppo e autoistruzione verificata, permettono invece lacquisizione delle competenze della disciplina impiegando, volta per volta, le differenti espressioni della tecnica didattica che, utilizzata per il conseguimento degli obiettivi educativi specifici, si avvale dei seguenti supporti: Lezione/ Questionario/ Studio individuale/ Griglia di analisi/ Caso/ Role playing/ Dimostrazione, esperienza guidata, simulazione, esecuzione diretta/ Saggio, tema, descrizione, progetto/ Mappa concettuale.
Obiettivi specifici
Il processo formativo del medico di medicina generale, secondo quanto previsto dai modelli di integrazione didattica europea ed in conformità con quanto già avviene nella didattica universitaria italiana, sarà espresso mediante l'utilizzo dei Crediti Formativi (CF).
Il CF rappresenta l'unità di misura del lavoro richiesto al discente per l'espletamento dell'attività prescritta dal programma didattico. Ad ogni CF corrispondono circa 25 ore di attività del discente.
Il percorso formativo deve garantire il raggiungimento delle competenze professionali attraverso una formazione teorica e pratica, che includa anche l'acquisizione di competenze comportamentali e che venga conseguita nel contesto lavorativo specifico.
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Ore di formazione totali nel triennio |
4.800ore = 192CF |
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Attività didattiche teoriche (Ore di formazione totali nel triennio)
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1.600ore = 64CF |
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In aula: Lezione frontale/ Questionario/ Griglia di analisi/ Caso/ Role playing/ Dimostrazione, esperienza guidata, simulazione, esecuzione diretta/ Saggio, tema, descrizione, progetto
Studio individuale (in misura non superiore al 20% del monte ore totali): Autoapprendimento, approfondimento di argomenti proposti dal tutor, ricerche bibliografiche, preparazione Tesi finale
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Attività didattiche professionalizzanti
(Ore di formazione totali nel triennio) di cui : |
3.200ore = 128CF |
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Tirocinio ed Attività presso il MMG
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1.100ore = 44CF |
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Tirocinio ed Attività presso Ospedale Strutture Specialistiche Territoriali |
2.100ore = 84CF |
Ciò premesso, i 64 CF attribuiti alle attività teoriche del triennio saranno così ripartiti all'interno delle sei competenze definite:
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Competenza |
Crediti
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GESTIONE, ORGANIZZAZIONE E MANAGEMENT
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7 CF |
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CURA CENTRATA SULLA PERSONA
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3O CF |
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ATTIVITÀ DI COMUNICAZIONE
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6 CF |
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APPROCCIO GLOBALE E BIOPSICOSOCIALE |
7 CF |
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ORIENTAMENTO ALLA COMUNIT
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4 CF |
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AUDIT E RICERCA, FARMACOVIGILANZA |
10 CF |
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