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ESPERIENZE DI ECCELLENZA

Diagnosi di Amiloidosi su tessuto periombelicale e biopsie d’organo:
stesura della procedura di tracciabilità

L’importanza di una procedura di processo
per una diagnosi precoce

 

 

Fondazione IRCCS

Policlinico San Matteo Pavia

Andrea Foli

Responsabile scientifico evento

Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche

Settembre/Novembre 2011

Gratuito

8 Crediti

Gruppo di 10

composto da:

Medico Chirurgo, infermiere, TSLB

Donatella De Amici 

Responsabile Formazione e Sviluppo

Ipse Dixit

Siamo fermamente convinti che la formazione non deve essere un mero sistema di “raccolta crediti” ma deve invece alimentare le competenze del professionista in rapporto al suo profilo professionale e alla sua posizione nel contesto organizzativo


Il nostro impegno è quindi quello di sviluppare le competenze squisitamente tecnico professionali del professionista con uno sguardo attento anche verso quelle organizzative, manageriali e comunicative

 

viale Camillo Golgi, 19

27100 Pavia

 

tel. 0382 5011

fax 0382 503139

 

www.sanmatteo.org

 

Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche

IRCCS - Policlinico San Matteo Laboratorio Biotecnologie

 

viale Camillo Golgi, 19

27100 Pavia

 

www.amiloidosi.it

 

In questo numero ForumECM punta i riflettori su un evento di formazione sul campo realizzato dal Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche, che ha sede nella Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, terzo istituto di ricovero e cura a carattere scientifico per performance scientifica nel 2010 con oltre 500 pubblicazioni e 1.820 punti di Impact factor.

 

Dunque un’esperienza di eccellenza di un centro di eccellenza, il più importante in Italia per questo tipo di patologie, la cui attività di ricerca si pone ai primi posti a livello internazionale.

Oggetto dell’evento formativo le Amiloidosi sistemiche, che rientrano nella definizione di “malattie rare”, ossia di patologie con prevalenza nella popolazione inferiore allo 0,05%, secondo la codifica adottata in sede comunitaria.

 

Le Amiloidosi sistemiche sono un gruppo di ma­lattie rare causate dall'accumulo, negli organi vitali, di proteine pro­dotte dal nostro organismo.

Si stima che ogni anno in Italia da 800 a 1.000 persone si ammalino di Amiloidosi sistemica.

Il danno degli organi colpiti è progressivo e, in assenza di trattamento, passa da un’iniziale reversibilità a una compromissione permanente e, purtroppo, spesso fatale. Il suc­cesso della terapia dipende dalla precocità e dall’accuratezza della diagnosi.

Il Centro,  che ha iniziato la propria attività nel 1986, dispone dei più avanzati strumenti diagnostici, delle risorse terapeutiche più recenti, anche sperimentali e di personale medico esclusivamente dedicato alla cura dei pazienti con questa patologia.

 

L’attività di ricerca del centro ha portato alla scoperta di nuovi tipi di Amiloidosi e alla messa a punto di nuove terapie, tecniche diagnostiche e sistemi per la valutazione della prognosi e dell’efficacia della terapia.

Per il Centro di Pavia parlano le cifre: solo nel 2011 sono state eseguite più di 3.600 valutazioni di pazienti con Amiloidosi e attualmente sono 14 gli studi clinici aperti, di cui uno di fase I. Uno studio di fase III multicentrico, di cui il Centro coordina le attività in Europa e in Oceania, è in corso di svolgimento.

 

Il Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche rappresenta infine il punto di riferimento per circa 60 centri, diffusi su tutto il territorio nazionale, dedicati alla cura di questi pazienti.

Questi centri, la cui attività permette di rendere più facilmente accessibili agli ammalati gli strumenti diagnostici e le risorse terapeutiche, aderiscono alla Società Italiana per l’Amiloidosi (SIA)-ONLUS, che ha lo scopo di  sostenere iniziative volte a diffondere tra i medici la conoscenza delle Amiloidosi, cercando di facilitare i processi di diagnosi precoce e di promuovere la ricerca scientifica.

 

 

Descrizione


Negli ultimi anni, la terapia delle Amiloidosi si­stemiche ha fatto straordinari progressi e la pro­gnosi dei pazienti affetti da queste malattie è in continuo miglioramento. Ogni anno si rendono disponibili nuovi farmaci, che, prima di essere messi sul mercato sono sperimentatati nei centri di rife­rimento.

Spesso è facile indivi­duare i depositi di ami­loide, per esempio con un aspirato del grasso addominale, altre volte è necessario effettuare una biopsia dell’organo coinvolto. Questo non è sufficiente per ini­ziare la cura. Infatti, esi­stono molti tipi di Amiloidosi sistemica (forme che derivano da neoplasie delle cellule che produ­cono gli anticorpi, forme ereditarie, forme secon­darie a malattie infiammatorie, forme senili), cia­scuna curata in modo diverso. Distinguere tra un tipo e l’altro non è facile e richiede strumenti co­stosi e tecniche complesse, che sono disponibili soltanto presso centri di riferimento. Questo può essere generalmente fatto tramite indagine immunoistochimica in microscopia elettronica (esame che può essere effettuato presso la Struttura di Anatomia Patologica della Fondazione) e in alcuni casi selezionati tramite analisi con tecniche di proteomica.

 

Presso il Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche di Pavia queste indagini vengono effettuate sia sui campioni di grasso periombelicale ottenuti in occasione della visita che  su campioni bioptici inviati da altre Strutture Sanitarie.

Considerando quindi che le Amiloidosi sistemiche sono spesso difficili da riconoscere e il ritardo nella diagnosi è ancora comune, è fondamentale promuo­vere la conoscenza di queste malattie nella co­munità medica anche attraverso eventi formativi ricordando l’importanza di un approccio multidisciplinare.

 

Nel caso specifico il gruppo in formazione composto da medici, infermieri e tecnici di laboratorio, si è dovuto confrontare su diversi argomenti quali:

  • tecnica di prelievo del campione
  • accettazione del campione e verifica dell’appropriatezza della documentazione
  • tecnica di colorazione e di lettura del campione
  • percorso diagnostico per valutare quali indagini supplementari sono da effettuare sul campione (i. e. microscopia elettronica e/o proteo mica)
  • procedura di archiviazione dei campioni e della documentazione allegata
  • criteri di richiesta di campioni bioptici presso altre strutture
  • scrittura del protocollo di tracciabilità del campione
  • scrittura della procedura di processo certificato.

 

Le varie tematiche sono state analizzate in modo critico, con lo scopo di raggiungere le soluzioni migliori in grado di portare alla definizione dei parametri di tracciabilità del campione e di stilare una procedura di processo.

 

 

Obiettivi


In considerazione della caratteristiche delle patologie in oggetto e considerata l’importanza e la necessità di un approccio multidisciplinare, è stato indispensabile condividere e sistematizzare tutte le fasi del processo con l’obiettivo finale di giungere ad una diagnosi corretta in tempi ottimali.

A tale scopo si è pensato di organizzare una Formazione Sul Campo, occasione questa per riunire le diverse competenze coinvolte nel problema al fine di definire i parametri di tracciabilità del campione mediante la stesura di una procedura di processo.

Questo obiettivo è stato quindi perseguito e raggiunto, come poi descritto nei risultati, attraverso questo evento formativo progettato nel 2011 e rivolto al personale medico, infermieristico e tecnico del Centro e della Struttura di Anatomia Patologica.

 

 

Metodologie Formative


La Formazione Sul Campo (FSC) è una modalità di formazione con notevole valenza formativa, che si sostanzia direttamente nei tempi e nei luoghi di lavoro presentando l’innegabile vantaggio di essere di facile realizzazione, economica ed efficace. L’esigenza formativa scaturisce dal contesto lavorativo e viene attuata all’interno dell’attività lavorativa stessa con le finalità di garantire non solo l’innalzamento della specifica professionalità, ma anche l’aumento delle capacità di ognuno di lavorare e di rapportarsi all’interno della propria organizzazione, di migliorare le competenze dei professionisti e la qualità e sicurezza dell’assistenza.

 

In altri termini l’apprendimento che ha luogo nel corso di tali attività è contraddistinto da un elevato livello di interattività e di scambio “tra pari” e viene pertanto percepito dal fruitore come rilevante. Ciò si traduce in una responsabilizzazione verso i contenuti acquisiti per la possibilità di applicare subito quanto appreso, direttamente nell’esercizio professionale e nel contesto organizzativo.

 

Nel caso specifico, attraverso l’analisi dei bisogni formativi, il Centro per lo Studio e la Cura delle Amiloidosi Sistemiche, ha fatto emergere una serie di criticità relativamente ad alcuni processi. Dall’acquisizione di dati e informazioni utili si è proseguito nelle tappe successive del processo formativo: nella progettazione dell’esperienza formativa più idonea (la Formazione Sul Campo) e nell’individuazione degli obiettivi formativi, dei contenuti e dei metodi di insegnamento da adottare, nonché nella realizzazione di tale esperienza.

 

Tutti gli argomenti sono stati analizzati utilizzando diverse tecniche didattiche: dalla lezione/ discussione, all’analisi di casi pre-selezionati accompagnata da interpretazioni individuali e confronto di soluzioni, al lavoro in piccolo gruppo ottenendo un ampliamento delle conoscenze e privilegiando il “saper fare”, al journal club con revisione della letteratura scientifica e approfondimenti individuali di specifiche tematiche con discussione in gruppo. Tutto ciò ha permesso di risistematizzare tutto il processo attraverso un’unica procedura certificata da cui sono scaturite le Istruzioni Operative e la relativa modulistica.

 

 

Risultati


La metodologia adottata di formazione sul campo ha permesso ai partecipanti del gruppo di approfondire le fasi critiche del processo che è alla base della diagnosi istologica di Amiloidosi arrivando a decisioni condivise. Come modalità formativa, infatti, essa persegue un apprendimento duraturo nel tempo, un incremento delle competenze al quale i singoli operatori giungono sia attraverso il fare (learning by doing), sia mediante il confronto con altri colleghi diversamente esperti (learning by sharing).

A conclusione di questo evento di formazione sul campo, è stata redatta un’Istruzione Operativa e il modulo per la richiesta di "Esame ultrastrutturale per la ricerca dell’amiloide e tipizzazione immunoistochimica della proteina amiloidogenica".

Questa procedura regolamenta le richieste provenienti dalle Strutture esterne e il flusso di informazioni di processo del campione interno e esterno. Ciò ridurrà i tempi medi di risposta per la diagnosi corretta di Amiloidosi.

L’evento è stato accreditato con 8 crediti ECM.


 

29 Marzo 2012



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